Intervista a Federico Minghi, vignaiolo creativo e ambasciatore della toscanità

Personaggio eclettico e originale, ambasciatore della toscanità nel mondo, Federico Minghi viene spesso definito un vignaiolo creativo. Ha inventato la vinoterapia all’interno di un romantico tino nel cuore del Chianti e ha fatto della sua passione più grande – la Toscana – un vero e proprio lavoro.


Federico Minghi è un uomo d’altri tempi, uno di quelli che sanno come corteggiare e conquistare la propria donna, rispettandola e facendola sentire importante. Per questo motivo, l’amore della sua vita – la Toscana – è capitolata ai suoi piedi, rendendolo uno degli imprenditori più ammirati del luogo.

La redazione di Italian People lo ha intervistato per voi, cercando di carpire quale sia il suo segreto.

Federico, tu sei stato il primo in Italia a introdurre la vinoterapia in un romantico tino nel cuore del Chianti. Da dove è venuta l’idea che ti è valsa l’appellativo di “Vignaiolo creativo”? Cosa proponi agli ospiti che vogliono provare un’esperienza unica nel suo genere?

“Il vino è per la Toscana il mezzo ideale per raccontare il proprio territorio, con le sue storie e personaggi, perché dentro ad ogni bicchiere si respirano sensazioni e si possono ascoltare aneddoti e leggende. Poiché il vino è uno straordinario mezzo di comunicazione, ho pensato di utilizzare gli estratti del mosto dell’uva non solo per creare dei trattamenti anti-age, ma anche per regalare sensazioni e far vivere momenti magici.

L’appellativo di Vignaiolo creativo mi rappresenta bene, in quanto sono legato in maniera viscerale alla mia terra, il Chianti. Quando ho un attimo libero, amo andare nelle vigne a fare lunghe passeggiate o pedalare con la mia bici eroica lungo le bianche strade. La mia creatività irrefrenabile mi ha portato a sviluppare una serie di idee che giocano intorno all’elemento principe – il vino – al fine di provocare emozioni e sensazioni uniche”.

Nel Castellare de’ Noveschi, all’interno di una torre risalente al 1200, hai creato una suggestiva suite dentro una botte. Cosa ti ha portato ad investire così tanto nella tua terra?

“Solo l’amore incondizionato per questo lembo di Paradiso ti porta a sviluppare idee e a investire tutto te stesso per stupire l’ospite e rendere una vacanza in Toscana indimenticabile. La nostra regione non è solo un buen retiro per vip, non è solo una vacanza relax, ma è anche un viaggio dentro se stessi e ti aiuta a vedere la vita sotto un altro punto di vista”.

Il tuo nome è legato ad eventi importanti come Pitti, il Festival internazionale del cinema di Cannes e il Festival di Venezia, dove hai organizzato la degustazione dei prodotti tipici toscani. Qual è stata la risposta del pubblico e come definiresti questa esperienza?

“Ho iniziato a partecipare ad eventi mondani anni fa per divertimento e fortunatamente ho continuato in questa direzione perché non accetto compromessi, presento una Toscana vera, prodotti e produttori in cui credo e che portano avanti i miei stessi valori. Mi piace divertirmi e far divertire gli altri negli eventi ai quali partecipo. È importante che ci sia serietà nella ricerca e qualità nelle materie prime, ma poi è fondamentale non prendersi troppo sul serio:  l’enogastronomia è divertimento e benessere, quindi largo a scenette e battute da toscanaccio! Ai miei eventi è immancabile il prosciutto di cinta senese e la finocchiona, quella buona, che io trovo così chic. Mi piace stupire il pubblico con sapori veri o abbinamenti giocosi con fiori eduli, perché il buffet negli eventi deve lasciare il segno e profumi e colori devono conquistare la testa ancor prima che la pancia”.

 

Quali prodotti consigli di mangiare a chi non è mai stato in Toscana?

“Di piatti buoni ce ne sono tantissimi, ma il crostino nero è imperdibile. È quello che apre le danze e lo stomaco e dà il benvenuto all’ospite”.

La passione per la Toscana ti ha portato a scrivere due libri – Un viaggio Toscano e Al canto del gallo – insieme al giornalista di Mediaset Paolo Capresi. Come pensi si evolverà nei prossimi dieci anni il turismo in Toscana e su cosa speri investa la tua terra?

“Il turismo si è evoluto e si sta evolvendo rapidamente, solo pochi anni fa era impensabile il ruolo che gioca oggi internet nella scelta della destinazione turistica. Dovremo essere bravi a cavalcare questo nuovo mondo, ad interpretarlo senza snaturarci, raccontando attraverso i nuovi strumenti cosa siamo in grado di offrire. A me e a Paolo Capresi piace andare controcorrente, per questo abbiamo scritto un diario di viaggio vecchia maniera per segnare come si faceva una volta, a lapis, i posti dove siamo stati bene e i personaggi fantastici incontrati durante un viaggio in Toscana”.

Ti consideri un uomo di successo?

“Assolutamente no. Essendo un sognatore e un uomo di ricerca, mi considero sempre in viaggio verso nuove mete. Come diceva qualcuno, forse la parte più bella è proprio il viaggio”.

Quali sono i successi di cui vai più orgoglioso?

“La mia più grande gioia è passeggiare per le vigne e ricevere telefonate da parte di chi vuole ringraziarti per il lavoro di promozione delle piccole eccellenze. Il mio vero successo è aver dato voce a personaggi veri che ogni giorno lottano per portare avanti il proprio progetto e per promuovere la Toscana nel mondo, come faccio anche io da anni”.

In qualità di Presidente dell’associazione Tuscan Style, che di passioni, sapori, principi e tradizioni fa uno stile di vita, come definiresti lo stile toscano? Quali sono i suoi caratteri essenziali?

“Tuscan Style è un’associazione dedicata agli amanti del bello e del buono, a chiunque voglia scoprire e condividere i sapori e i profumi di una Toscana inedita. Il tuscan style è uno stile di vita: sono i paesaggi mozzafiato, i tramonti romantici, la cinta senese, le feste popolari, l’ironia dei toscani, il vino, l’arte, la storia, la cultura. Tutto questo è quello che il mondo sogna e che ci ha reso inimitabili”.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

“Continuare a promuovere il nostro splendido territorio e i suoi prodotti in maniera innovativa. Ho già in programma un progetto interessante che mi è venuto in mente dopo aver bevuto uno o più bicchieri di buon rosso dalla mia amica Paola di Volpaia. Tutti i grandi progetti nascono a tavola e vanno sostenuti da qualche bicchiere di Chianti, perché di questi tempi ci vuole un po’ di lucida follia e di incoscienza per imbarcarsi in nuovi progetti. Vince solo chi non si arrende mai, quindi non bisogna mai smettere di sognare”.

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