Enrico Coveri: trasgressione ed eccentricità nella costruzione del marchio

Il mondo di Enrico Coveri è ipercromatico, eccentrico e brillante. Capace di anticipare le mode di una realtà in continua evoluzione e senza prendersi mai troppo sul serio, l’imprenditore toscano è riuscito a farsi strada nel panorama stilistico internazionale. Vediamo come.


Nato a Prato nel 1952, Enrico Coveri comincia la sua attività di costumista e stilista nel 1973 per Touche. Era ancora giovane e pensare di lanciarsi in un progetto così ambizioso appena terminati gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze sembrava forse un po’ azzardato.

Enrico, invece, non si arrende e lavora duro per dimostrare il suo talento ai professionisti del settore e affermarsi a livello internazionale. Grazie alla sua determinazione, nel 1977, a soli 25 anni, riesce a presentare alla settimana della moda parigina la prima collezione Enrico Coveri Donna per la Primavera/Estate del 1978.

Il successo è immediato e clamoroso, amplificato dal fatto che nessun italiano prima di lui era riuscito nell’impresa. La stampa grida all’enfant prodige e l’entusiasmo è tale da spingere lo stilista a lanciare subito una collezione Uomo per la stagione successiva.

“C’è ironia e senso del colore, in una delle più belle collezioni presentate a Parigi”, afferma l’Herald Tribune nel 1978.

Da questo momento in poi il fashion system sarà nelle sue mani e qualsiasi idea si trasformerà in oro come per magia: basti pensare al celebre profumo Paillettes, che a oltre trent’anni dalla sua uscita rimane il più amato e acquistato dalle donne.

“Le paillette” dichiara Le Figaro “stanno a Coveri come le catene a Chanel”.

Tra le linee che hanno fatto la storia non si possono non citare You Young, dedicata alle giovanissime, Junior, pensata per un pubblico di giovani adolescenti fino ai 14 anni, e poi ancora Sportwear, Jeans, Baby e Premiers jours, dedicata ai neonati.

Il successo ha una tale portata che nel 1987 persino il Presidente della Repubblica Francese François Mitterrand dovrà arrendersi al suo talento e conferirgli la Grande Médaille de Vermeil, la medaglia d’onore al lavoro, e l’allora Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga farà uno strappo alla regola promuovendolo commendatore prima dei 35 anni previsti dalla legge.

Il mondo di Enrico è fatto di colori mixati sapientemente su stampe iconiche e paillettes capaci di dare luce anche all’abito più sbarazzino. I suoi capi non vogliono passare inosservati e si configurano, anzi, come delle vere e proprie provocazioni alla banalità del quotidiano.

L’eccentricità e l’atteggiamento giocoso sono stati probabilmente le carte vincenti senza le quali non sarebbe, forse, riuscito a costruire il suo impero, che spazia oggi dalle collezioni maschili a quelle femminili, dagli accessori moda al mondo junior.

Nel corso degli anni ha vestito Sophia Loren, Liza Minnelli, Bianca di Savoia, Joan Collins e tantissimi altri, portando il marchio nato nel ‘77 a livelli altissimi.

Dopo la sua morte improvvisa, avvenuta nel 1990, gli succede la sorella Silvana, da sempre Amministratore Unico delle varie società del gruppo, che prosegue l’opera del fratello con dedizione e spirito di sacrificio. Oggi ad affiancarla c’è anche il figlio Francesco Martini, che dal 1996 disegna personalmente la linea You Young Coveri, caratterizzata da fantasie geometriche, maglie patchwork e maglieria jacquard di ispirazione folk.

La sua è una donna libera, che non ha paura di indossare paillettes e accessori eccentrici, osando fantasie rubate ai pittori. Grazie alla sua creatività, nel 2004 Francesco Martini è stato premiato a Miami come Designer of the Year e siamo sicuri che in qualità di responsabile creativo della griffe continuerà a dare soddisfazioni all’azienda di famiglia.

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