Richard Ginori: storia di un’eccellenza Made in Italy.

Chi non ha mai sentito dire la propria nonna: “per Natale mettiamo il servizio di piatti buono della Ginori!”
Ebbene, la famosa “Ginori” oggi ve la raccontiamo noi di Italian People.

Richard Ginori è uno dei principali e prestigiosi produttori italiani di porcellana da tavola di alta qualità, denominata “porcellana pura” e narra una storia di eccellenza, savoir-faire, tradizione e artigianalità di oltre duecentosettanta anni.

L’11 ottobre 1896 la Società Ceramica Richard si fonde con la Manifattura di Doccia dei marchesi Ginori, dando vita al marchio che ancora oggi è conosciuto proprio col nome di Richard Ginori.

Nasce così la famosa ditta di ceramiche la cui sede si trova nel comune di Sesto Fiorentino in Provincia di Firenze. Di rilevanza storica e artistica lo è anche il relativo Museo adiacente allo stabilimento attuale che raccoglie la produzione della manifattura dalla sua fondazione.

Dal successo al declino

I prodotti, nel primo decennio di secolo, sono stati fatti in un elegante stile Liberty attento ai nuovi influssi provenienti da Austria e Germania e riuscendo ad imporsi sempre sul mercato, entrando in diretta concorrenza con le più importanti manifatture di ceramica artistica italiane ed europee dell’epoca.

Negli anni, l’intraprendente Richard ha grandi idee per la piccola fabbrica, introduce moltissime innovazioni meccaniche nei laboratori e potenzia la decalcomania litografica per ridurre le forti spese della decorazione a mano. Vengono costruiti nuovi forni, nuovi fabbricati e in più cominciano ad essere prodotti non solo manufatti pregiati, destinati ad abbellire il salotto di qualche ricca signora, ma anche vasellame e terraglie per un uso quotidiano.

Per quasi due secoli le ceramiche di produzione europea sono state uno status symbol, decorando le tavole e arredando le case dell’epoca. Veri e propri capolavori, come i bassorilievi, i dipinti delle tabacchiere, le statue o i camini, la cui produzione si limitò ai primi dell’ 800.

Nel corso degli anni Richard Ginori ha instaurato importanti collaborazioni con grandi esponenti dell’architettura, del design e della moda e si è imposta sul mercato come icona di stile made in Italy. Nel 1923 l’ingresso di Giò Ponti come direttore artistico, trasforma radicalmente l’immagine, le forme e i decori delle ceramiche dando uno stile più italiano alla produzione, interpretando l’Art Déco in voga in quegli anni. Ne escono prodotti molto eleganti, con largo uso di oro graffito, che non hanno mai perso la loro modernità.

Nel Novecento l’azienda conobbe il momento del suo massimo splendore. Nel 1970 diventò una controllata della Finanziaria Sviluppo di Michele Sindona. Negli anni Novanta venne rilevata dalla Pagnossin e un decennio dopo, nel 1996, passò nelle mani del gruppo della Bormioli Rocco & Figli. Nei cinque anni successivi, l’azienda ha vissuto varie vicissitudini: prima è stata rilevata dalla Starfin Spa di Roberto Villa, poi nel 2009 è tornata ad essere quotata in Borsa.

Ma non è tutto oro ciò che luccica ed è forse da qui che comincia la sua strada verso il declino. Infatti, in quegli anni, erano stati accumulati debiti per oltre 40 milioni di euro e la fabbrica di Sesto Fiorentino che ha vissuto in primo piano l’Unità di Italia e ha resistito a due Guerre mondiali, è stata posta in liquidazione volontaria.

Oggi, la Richard Ginori è controllata dalla GRG (Gucci-Richard Ginori) S.r.l.
E’ stato firmato l’accordo definitivo per l’acquisizione, formalizzando la proposta da 13 milioni di euro al Tribunale di Firenze.

Nonostante il fallimento e la nuova acquisizione, la Richard Ginori rimarrà sempre una delle più importanti e antiche fabbriche di porcellana Made in Italy, conosciuta da tutti, in tutto il mondo. 

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